martedì 3 aprile 2012

Attenti ai consigli del superuomo Dean Karnazes*


Nei suoi libri Dean Karnazes ci ha spiegato come correre 50 maratone di fila.
Ma questo è sport?
No, tutt'altro.
E mentre l'atletica va in crisi aumenta il numero degli over 40 che presentano sintomi di preoccupante iperattività.

Correre una maratona al giorno e seguire una dieta da orso polare, non è cosa da prendere a esempio. È una patologica sfida con(tro) il nostro corpo e i suoi limiti. Non gli perdoniamo il lento degrado, non accettiamo nessun crollo, intolleranti come siamo alla naturale ritenzione idrica, al rallentamento metabolico, al calo dei livelli di testosterone.
Sfibrarsi nelle ultramaratone estreme ( il deserto va per la maggiore, di sale, di sabbia, di ghiaccio ) non è impresa eroica, ma un surrogato di attività agonistica da grottesco guiness dei primati. Basta un allenamento da mulo, un pacchetto turistico tutto compreso e il capolavoro è fatto. L'inutile gioco al massacro può compiersi. Gli sport estremi sono frequentati da atleti mediocri ossessionati da preparazioni deliranti. In assenza di talento la quantità sostituisce la qualità.
Il vero sport non è figlio di entusiasmi postdadati. Deve crescere, formarsi dalle categorie giovanili ed evolvere gradualmente, in logica e disciplina. I VERI ATLETI SONO SEMPRE MENO, il futuro è già scritto. Il crollo verticale dei giovani che praticano l'atletica è tragico. Invece gli over 40 che presentano sintomi di iperattività aumentano. Giocano ai supereroi. Frequentano medici sportivi che per cifre elevate elaborano programmi di allenamento e integrazione farmacologica personalizzati.

*Articolo trovato in Internet.
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